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preporucujemo.com :: Škoda festeggia i 130 anni con un test-drive dall’Impero austro-ungarico alla Rivoluzione di velluto

Škoda festeggia i 130 anni con un test-drive dall’Impero austro-ungarico alla Rivoluzione di velluto

2025-10-16 00:06 via www.repubblica.it

LOUCEN – Nata al cospetto dell’Impero asburgico come produttrice di biciclette, nazionalizzata dall’Unione Sovietica nel 1945 ed acquistata dal gruppo Volkswagen dopo la Rivoluzione di velluto, l’eterogenea evoluzione di casa Škoda le cui origini risalgono al 1895, trova espressione nell’interessante excursus dei suoi modelli prodotti in tre distinti momenti storici, ed utilizzati per un test-drive celebrativo nelle foreste della Boemia centrale tinteggiata dall’autunno.

Al fine di onorare i 130 anni di attività e scegliendo l’atmosferico castello di Loùcen come corpo centrale dell’evento Classic Days, il costruttore di Mladà Boleslav ha invitato i presenti a guidare delle vere e proprie “perle” dell’automobilismo. In ordine cronologico, la retrospettiva svoltasi nel giardino dello chateau e lungo le strade alberate attorno alla dimora è iniziata con l’artigianalità d’inizio Novecento espressa dalla Laurin & Klement Voiturette A.

Skoda 645 

La poliedrica L&K 100 utilizzata ai tempi della Repubblica di Weimar come limousine, roadster, furgone o ambulanza, appartiene agli anni 20’ mentre la Škoda 645 costruita dal 1929 in avanti, esemplificava le prestazioni ed il comfort dell'epoca tanto da guadagnarsi assieme alla susseguente Superb, lo status di Bentley dell’est. Sempre nel decennio che precede la Seconda Guerra mondiale, prende vita la tradizione motorsport con l’avvento della Popular Monte Carlo da 31 Cv e 125 km/h di velocità massima. Le performance sono elemento centrale anche nella futuristica Rapid progettata per i viaggi autostradali, e spinta da un 1.5L 4 cilindri collegato ad un cambio a tre rapporti.

Tornando alla regina del periodo ante-bellum non che signorile vettura d’apprezzare dalla cabina posteriore come accaduto durante la nostra prova, la Škoda Superb Ohv con valvole nella testata si distinse subito per spaziosità, potenza, cura del dettaglio. Il posto guida era volutamente angusto a beneficio del generoso comparto passeggeri adornato da soffici tappeti, pregiate sellerie e maniglie in corda. Viaggiando nei tunnel di foglie ocra, gialle e arancioni, il borbottio del motore 6 cilindri in linea da 3.2L e la fisionomia della vettura immersa nelle solitarie strade della Repubblica Ceca, hanno generato una capsula temporale in grado di evocare un passato distante, ma non del tutto estinto. Ideata per soddisfare lo status di politici e dei facoltosi uomini d’industria, la Superb disponibile in vari stili di carrozzeria (tra cui semi-decappottabile) fu prodotta in 275 unità ed in termini di posizionamento, è il veicolo che chiuderà il sipario s’una decade di sfarzo e lusso.

Skoda Tudor cabrio 

Nell’immediato post-bellum, la cortina di ferro discussa da Churchill, Roosevelt e Stalin a Yalta discende come una scure sull’Europa e casa Skoda diventa proprietà del regime comunista. L’austerità e la nazionalizzazione non sembrano tuttavia intaccare lo spirito innovativo e ricercato di Škoda che nel 1946, introduce la 1101 Tudor decapottabile. Prodotta fino al 1952 e venduta in 70 Paesi fino a raggiungere le 66.904 unità civili (più 4.237 versioni speciali richieste dalle forze armate), la Tudor prende il nome dal termine britannico two-door che ne riflette il design a due porte. Seppur per pochi chilometri, impugnare il suo ciclopico volante in legno e cambiare le 4 marce ascoltando ogni singolo movimento meccanico, si è rivelata un’emozionante parentesi sul motorismo dell’immediato Dopo Guerra.

Non curanti del rigido clima continentale della ex Cecoslovacchia, l’azienda boema fondata da Laurin & Klement prosegue con le cabriolet introducendo nel 1949 due soli esemplari dell’auto da corsa Škoda Sport. Quest’ultima scese in pista a Le Mans sfoggiando carrozzeria in alluminio (il peso era di 590 kg) ed una velocità massima di 140 km/h. Accattivante per motivi diversi tanto da essere l’unica Škoda importata negli Stati Uniti durante l’Urss, è la Felicia lanciata nel 1959. La decappottabile ha di fatto anticipato il design e l’irriverenza stilistica degli anni 60’ avvalendosi di dettagli cromati e colori vividi.

Skoda Felicia 

Contestualmente, l’accessibile e concreta Škoda Octavia Combi introdotta nel 1961 strizzava l’occhio alle esigenze famigliari grazie ad un vano di carico da 690 litri, espandibile fino a 1.050 litri abbattendo i sedili posteriori.

Skoda Octavia Kombi 

Alla kermesse tenutasi al castello di Loucen era presente anche il fuoristrada Trekka realizzato appositamente per il mercato neozelandese, e l’altamente significativa 120 Gls prodotta dal 1976 al 1990. Considerata il fiore all'occhiello del Brand di Mladá Boleslav, la berlina spinta da un 1174 cc con 54 cavalli poteva sfiorare i 140 km/h ed oltre il 70% dei modelli Gls sono stati esportati. Nonostante il quasi mezzo secolo di vita all’anagrafe, il modello a trazione e motore posteriore ci ha stupito per fluidità dei comandi, scorrevolezza e guidabilità.

Skoda RR Coupè 

L’ottima tenuta di strada riguarda poi la Škoda 110 R Coupe presentata 55 anni or sono. A livello tecnico, questa aerodinamica coupé a trazione divenne la base per le future versioni motorsport tra cui la 130RS. L’ultima Škoda dell’era sovietica sarà invece la Rapid 135 che prodotta dal 1987 al 1990, sancì l’epilogo anche delle coupé a motore posteriore.

Skoda Rapid 125 

La vettura della transizione all’economia di mercato è infine la Favorit 136 L con carrozzeria hatchback. Disegnata da Bertone, la vettura divenne emblema di un periodo chiave nella storia di Škoda Auto; azienda che dal 1991 ad oggi è cresciuta con metodo e costanza fino a diventare il terzo brand automobilistico più venduto d’Europa.


Source: https://www.repubblica.it/motori/2025/10/15/news/skoda_festeggia_i_130_anni_con_un_test-drive_dall_impero_austro-ungarico_alla_rivoluzione_di_velluto-424914997/?rss

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